• Animal Flow: come l’ho incontrato e perché lo utilizzo

    Personal Training • 24 Gen 2021

    Andava tutto come nelle migliori delle previsioni: programmi fatti, progressioni di lavoro costruite – come avevo imparato a fare da tempo – e clienti soddisfatti.
    Poi un giorno una mia cliente mi invia su Instagram il profilo di una ragazza che si muoveva in modo elegantissimo, con una flessibilità che, per uno che come sport aveva solo praticato calcio e sollevamento pesi, era assolutamente invidiabile.
    Per curiosità acquisto un corso on demand e ci provo: mai fatta così tanta fatica!
    Non tanto dal punto di vista muscolare per come lo si concepisce in modo classico, ma dalla difficoltà di controllare il corpo e contrarre le parti giuste per eseguire correttamente e lentamente i movimenti.
    Quello che mi stupiva era che alcuni movimenti che all’apparenza sembravano semplicissimi, nel farli richiedevano uno sforzo muscolare pazzesco.
    Mi è sembrato subito chiaro che dietro quei movimenti e alla grazia di quella ragazza ci fossero delle basi di lavoro davvero importanti, delle basi di tecnica, che probabilmente erano date da un’arte marziale.

    Perché AnimalFlow ha iniziato a incuriosirmi

    La stessa cliente un giorno mi manda un altro video, era un video che sponsorizzava una tecnica di allenamento che si chiamava Animal Flow: la mia reazione immediata è stata “non mi ispira, questi sembrano troppo esaltati”, così ho continuato ad allenarmi seguendo il corso di quella ragazza, che però proponeva soltanto programmi di lavoro e non di tecnica, quindi da autodidatta i miglioramenti che vedevo erano veramente ridotti.

    Poi un giorno mi capita davanti agli occhi un altro video, il protagonista era lo stesso ragazzo del video che mi aveva mandato la mia cliente, ma questa volta non si trattava di un video commerciale (come quello che mi aveva fatto dire “troppo esaltati”), era un video che rappresentava quello che successivamente ho imparato a chiamare FLOW.
    In quel flow ho visto quello che non riuscivo a rintracciare nei video che avevo acquistato e cioè le basi tecniche necessarie per migliorare davvero.

    Così ho deciso di superare la mia iniziale resistenza verso il nome e l’apparente “esaltazione” di alcuni personaggi e ho iniziato a verificare la possibilità di frequentare un corso di ANIMAL FLOW.
    Ho lasciato decantare questo desiderio provando ad esercitarmi in autonomia più che altro perché i corsi in Italia sarebbero stati molto in là nel tempo e il lavoro non mi avrebbe permesso facilmente di trovare il tempo.

    La svolta durante il lockdown 2020: Animal Flow era più di quanto mi aspettassi

    A marzo del 2020, con il lockdown, mi hanno costretto a chiudere lo studio, ma con l’amarezza è arrivata anche una possibilità impensabile prima: frequentare online il corso di primo livello proprio con il creatore di questa metodologia.

    Ho frequentato il primo corso di formazione con Mike Fitch ad aprile 2020 e non nego che il mio primo obiettivo era riuscire a trovare dei principi (e quindi di conseguenza esercitazioni) che potessero servirmi anche con i miei clienti.
    Le scoperte che ho fatto lungo il mio percorso invece sono state ben superiori.

    Mi sono infatti reso conto che tutti i lavori proposti erano posturali e questo mi ha fatto subito capire che avevo trovato un metodo davvero interessante perché a differenza di altre metodologie o dei classici esercizi per il miglioramento della postura questo poteva essere risolutivo e più adatto a tutte quelle persone che si annoiano ad eseguire esercizi di rinforzo per le spalle, o per la schiena.
    Nell’Animal Flow i principi sono chiari ma lo scopo è un altro e cioè cercare di creare un flow il più armonico possibile, ma questo è possibile se si rispettano i principi su cui è costruito.

    Insomma un circolo virtuoso che mentre ti chiede di imparare un movimento, ti costringe a lavorare anche su altro per poterlo fare bene dando al controllo del corpo un ruolo fondamentale.

    Durante tutta la pratica ho pensato che stavo sperimentando una possibilità nuova e stimolante per tutti quei ragazzi che si allenano con me per migliorare scoliosi e cifosi che si prendono l’impegno di esercitarsi anche a casa solo in due casi: il primo è che un ragazzo sia talmente responsabile da riconoscere che fare quegli esercizi gli fa bene, il secondo è che quegli esercizi gli piacciano. Siccome i primi sono molto rari avevo trovato un’alternativa davvero interessante per i secondi (cioè la maggior parte).

    Animal Flow non è un punto di arrivo ma una strada 

    Quello che però ho avuto modo di scoprire è che avevo tra le mani un metodo di lavoro completo dove si allena forza, resistenza, mobilità, flessibilità equilibrio e coordinazione, dove gli appoggi sulle mani aiutano a rinforzare spalle e schiena, parte debole della maggior parte delle persone.

    Mi guardo bene dal ritenerla la panacea di tutti i mali, perché non amo assolutizzare un metodo e ritenerlo l’unico valido, ma io sono felice di aver messo da parte la prima impressione e di aver trovato da una parte un ottimo metodo di lavoro, complementare a tutti gli sport proprio per il ventaglio di campi dell’allenamento in cui interviene, e dall’altra una pratica anche individuale che non poggia il suo valore sull’abbellimento del corpo fine a se stesso, ma sul recupero della piena percezione di quello stesso corpo e dei suoi movimenti come funzionale alla vita.

    La chiamano metodologia, ma per me è una vera e propria pratica.


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