• La fatidica domanda: in quanto tempo?

    Personal Training • 28 Set 2021

    Gli obiettivi sono indispensabili per muoverci nella direzione giusta, ma a volte siamo accecati dal loro raggiungimento e la prima domanda più frequento che mi sento fare quando inizio un percorso individuale è: “quanto ci vuole per raggiungerlo?”

    La risposta che do è sempre la stessa e purtroppo è poco soddisfacente, perché…DIPENDE!

    Io stesso mi alleno dandomi degli obiettivi cadendo nel tranello del “quanto tempo ci metterò a riuscire a fare una determinata cosa” ma alla fine tocca rispondere anche a me che DIPENDE.

    Mi rendo conto che dal punto di vista commerciale questa risposta è controproducente (funzionano molto meglio i vari ” perdi 10 kg in una settimana ” oppure “addominali scolpiti in 7 giorni”), ma ho fatto pace con il fatto di non essere un gran venditore limitandomi a fare bene quello che so fare e cioè essere competente, onesto e coerente. 

    La risposta giusta è “dipende” perché dipende da quanto è lontano l’obiettivo, da quanto tempo gli dedichiamo, da quanti passi intermedi dobbiamo fare prima di raggiungerlo, e in fondo da come siamo fatti, perché ognuno ha i propri tempi, le proprie motivazioni, le proprie peculiarità e i propri limiti.

    Fissare obiettivi e provare a raggiungerli è sacrosanto

    Da un po’ di tempo ho introdotto tra le metodologie di allenamento che utilizzo per i miei allenamenti anche il calisthenics e l’handstand e nonostante la mia passione per l’apprendimento penso sempre di avere un corpo troppo resistente ai miglioramenti.

    Mi sembra di fare un passo avanti e due indietro, ma dopo qualche settimana mi accorgo di essere più avanti di dove sono partito, quindi i peggioramenti che avverto sono dovuti al fatto di riconoscere che sono ancora lontano dall’obiettivo. Quando mi riesce qualcosa mi viene sempre da pensare “si può fare meglio” e il momento in cui l’obiettivo viene raggiunto si sposta di un altro po’.

    Non sono quindi immune alla domanda, che viene naturale quando desidera raggiungere un obiettivo, ma da professionista non posso esimermi dal cercare una risposta ralisticca.

    Diverse tipologie di traguardo

    Il desiderio di tagliare il traguardo è naturale, ma l’attenzione va posta maggiormente sui traguardi a breve termine, in grado di fare percepire ed apprezzare i piccoli passi.

    Sembra un punto di vista poco concreto da attuare, ma onestamente è l’unico che garantisce che il percorso continui e che questa domanda non diventi un freno ma una spinta.

    Ecco perché, sì, ha senso porsi obiettivi ambiziosi e apparentemente impossibili da raggiungere (senza dedizione e costanza), ma solo se successivamente si riescono ad identificare micro obiettivi più semplici che ci aiutino a percepire i progressi verificando anche se non sia il caso di lavorare parallelamente su più strade in modo da migliorare i diversi aspetti necessari per raggiungere il grande obiettivo finale.

    Tutto e subito nello sport non esiste

    Viviamo in una società in cui ci siamo abituati ad avere tutto e subito, in cui veniamo condizionati su quello che vogliamo prima ancora di sentirne il bisogno e ci lamentiamo che i nostri figli non siano in grado di prendersi il tempo per imparare qualcosa perché si annoiano subito, ma noi siamo esattamente come loro.

    Quindi sì, forse la risposta alla fatidica domanda c’è:

    quanto ci vuole per raggiungere l’obiettivo?” “TEMPO e FATICA

    (…e se la risposta ti va bene allora sei pronto per cominciare)

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